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Scuola Ospedaliera

Scuola ospedaliera presso Ospedale Civile di Atri
Infanzia / Primaria
Telefono e fax: 0858707316
Indirizzo: Atri Ospedale Civile

 

La scuola in Ospedale

La scuola in ospedale, riconosciuta legislativamente dalla C.M.353/98, ha lo scopo di assicurare al bambino ospedalizzato, un supporto educativo didattico adeguato, che affiancando il trattamento medico, contribuisca a realizzare un percorso terapeutico rivolto al soggetto nella sua interezza.

Da più parti, infatti, emerge sempre di più la consapevolezza, che un autentico rispetto del paziente si esplichi, anche nella possibilità di consentirgli di svolgere attività quotidiane, nel rispetto delle condizioni cliniche, anche in ospedale, quale garanzia del riconoscimento della sua peculiare identità umana e sociale.

Garantire il diritto allo studio all’alunno malato, diventa di fondamentale importanza come contribuire allo sviluppo del servizio scuola in ospedale e della cultura dell’istruzione domiciliare in ambito regionale. Si tratta di un servizio rispondente ai bisogni particolari che,attraverso una didattica flessibile,modulare e per progetti,assicura continuità al percorso formativo di ognuno.

La scuola in ospedale opera all’interno del reparto di Pediatria dell’ospedale “San Liberatore di Atri”, due docenti una scuola dell’infanzia e una della scuola primaria, lavorano presso suddetta unità il bacino di utenza coincide con buona parte del territorio regionale sebbene non manchino piccoli pazienti provenienti da altre regioni soprattutto per la degenza  di  disturbi alimentari, in quanto il reparto è dotato di un centro regionale nutrizionale.

Il reparto di pediatria dell’Ospedale S. Liberatore di Atri si caratterizza per la variabilità ed eterogeneità dell’utenza (ogni giorno ci sono nuovi ingressi e dimissioni che rendono il gruppo dei bambini con cui lavorare estremamente vario) ed, essendo un reparto pediatrico, registra una maggiore presenza di bambini sotto i 3 anni di età.
Se il numero dei bambini degenti può notevolmente cambiare ed essere anche in alcuni periodi esiguo, molto frequentato è invece il DH con una partecipazione costante e cospicua di bambini.

L’intervento della scuola quindi risulta essere ad ampio raggio e a maglie molto larghe: flessibilità, accoglienza, ascolto, empatia sono aggettivi che caratterizzano la nostra figura che deve essere capace di mediare e far incontrare il bambino e i suoi genitori con la complessa realtà ospedaliera.
Grande attenzione viene riservata al momento dell’accoglienza sia dei bambini in DH che dei nuovi ricoverati; avere a fianco figure amiche che non sono lì per curare e fare analisi ma per far divertire, giocare, apprendere dà la possibilità al bambino di costruirsi un ponte immaginario tra la realtà esterna nella quale il bambino fino a poco tempo prima ha agito, e ciò che sta dentro le quattro mura di una stanza di ospedale.

Il nostro intervento progettuale prevede i seguenti ambiti di azione:

1 Sportello didattico : per i medi e lungo degenti, si sostiene il bambino ad un recupero scolastico, con attività individualizzata, con agganci al piano di lavoro della scuola di provenienza, contattando gli insegnanti per concordare con essi ,le attività da proporre. Sostegno al bambino durante la compilazione dei compiti scolastici.
2 Progetto “Scuola amica dei bambini” con tre sentieri percorribili: “Accoglienza”, “RepartAttack””, biblioteca itinerante,” le insegnanti allestiranno un carrello pieno di libri da portare di camera in camera, dando così,la possibilità a tutti i bambini ricoverati, di prendere in prestito un libro. Verrà compilato un registro dei prestiti come in una vera biblioteca.
3  Laboratorio lettura “Creare con le fiabe”
4  Progetto  educazione alimentare: dalla coltivazione all’alimentazione
5  Laboratorio di filosofia
6 laboratorio di archeologia

7 Collaborazione con il personale del centro  Auxologico del reparto (psicologhe e dietiste) per ricoveri legati a disturbi alimentari.

LE FINALITA’ DELLA SCUOLA IN OSPEDALE SONO:

  • superare il senso di separazione dall’ambiente familiare e dalla vita quotidiana
  • risvegliare la voglia di fare,d’imparare per riappropriarsi dei progetti personali e gestire il disagio della malattia
  • interrompere la condizione di isolamento e interagire con gli altri bambini ricoverati,con i compagni di classe, le maestre e l’ambiente fuori dall’ospedale in generale
  • contribuire al miglioramento delle condizioni di vita dei piccoli degenti,partecipando, insieme ad altre figure professionali, al difficile processo di superamento del disagio dell’ospedalizzazione.
  • creare, in prospettiva della guarigione, le premesse per un ritorno sereno alla vita di tutti i giorni, quindi, alla frequenza della scuola
  • creare in ospedale un contesto formativo strutturato, offrire occasioni personalizzate di apprendimento per assicurare continuità al processo di crescita della persona
  • attenuare la condizione di isolamento e/o il distacco dai ritmi di vita e dall’esperienza quotidiana imposti dalla malattia
  • aiutare il bambino a star bene con sé e con gli altri
  • recuperare/mantenere la voglia di comunicare

L’intervento educativo, di conseguenza, dovrà tendere, non tanto all’acquisizione di competenze disciplinari, ma allo sviluppo di abilità trasversali raggiungibili utilizzando più campi e settori di apprendimento, con attività e contenuti differenziati e di breve incidenza ( modularità e didattica breve).
Per evitare la frammentarietà degli interventi e delle attività, si preferisce lavorare per progetti e in assetto laboratoriale, per dare un senso a tutte le attività, anche brevi, svolte via,via dai bambini ed assicurare una certa continuità nel cambio continuo delle presenze.
Il lavoro svolto singolarmente o in gruppo dai bambini, diventa un tassello per completare un mosaico. Ogni bambino sarà motivato nel dare il proprio contributo alla realizzazione di un progetto comune e, nello stesso tempo, lascerà una traccia per i bambini che saranno ricoverati dopo di lui e che, continueranno il lavoro.

 

Per i bambini affetti da patologie acute gravi e patologie croniche,sono previste,oltre alle attività educativo/didattiche quotidiane, azioni particolari di coordinamento ad opera del docente che:

  • interagisce con i familiari
  • cura i contatti con il personale sanitario (medici, psicologi,ecc.)
  • instaura contatti diretti,telefonici, o attraverso e- mail con la scuola di appartenenza  per facilitare l’organizzazione, di un piano di lavoro personalizzato in sintonia con il programma svolto in classe, le condizioni psico-fisiche del bambino e il piano di lavoro della scuola in ospedale
  • promuove per i bambini sottoposti a terapia domiciliare che non possono frequentare la scuola per lunghi periodi, le procedure per l’attivazione del servizio di ISTRUZIONE DOMICILIARE, secondo quanto disposto dalle circolari Ministeriali di riferimento
  • si occupa  di rilasciare al bambino il certificato di frequenza della scuola in ospedale

<<Ciò che veramente conta non può essere contato ma soltanto raccontato>> da Armellini A cura di Bertolini “La valutazione possibile” ed. La Nuova Italia 1999

La verifica  e la valutazione si baseranno su momenti di osservazione sistemica da parte delle insegnanti sul livello di partecipazione e interesse dimostrato dai bambini. Inoltre attraverso “Caro albero ti racconto…” si prenderanno in esame le riflessioni dei bambini rispetto alla loro degenza e al livello di gradimento espresso dalle attività. A tutti i bambini in DH che hanno preso parte alle attività della scuola verrà presentata una scheda di autovalutazione e valutazione “Il termogradimento” del percorso formativo esperito.